Quel settembre in cui entrarono nella mia vita i pomodorini confit e ne uscì Marcantonio

Paccheri rigati, pesto e pomodorini confit

La prima (e unica) volta che una specie di fidanzato ha avuto il coraggio di portarmi a conoscere i suoi, accadde un settembre di alcuni anni fa.

Io questo qua l’avevo incontrato a maggio, durante una vacanza del tutto improvvisata con quel drappello di amiche single che allora avevo (le amiche le ho ancora ma non sono più single. Ovvio…). Anzi, quella vacanza era nata proprio per festeggiare una delle amiche che stava per cambiare il proprio status su fb da “eterna fidanzata” a “ce l’ho fatta!”. Insomma era un addio al nubilato. Tante femmine insieme e lontane da casa che fanno e dicono cose di cui poi si vergogneranno per sempre.

Proprio in tale circostanza mi imbatto in un certo Antonio Marco, detto Marcantonio. Ma vi assicuro che mai definizione fu meno azzeccata…

Questo Marcantonio mancato, evidentemente condizionato da un nome così impegnativo, si butta subito sulla più figa del gruppo, quella che si stava per sposare. Dopo 48 ore di inutile pressing, capisce che se una figa è in odor di nozze tanto agognate, con te ci sta solo se almeno assomigli al gemello bello di Brad Pitt. E non era questo il caso.

Spaventato da altri possibili “intoppi” (la vacanza era breve, non c’era più tempo…) salta tutte le altre e punta direttamente verso quella più papabile: io.

Ora, a me questo non mi faceva esattamente “sangue”, anzi. Però ero in vacanza, faceva caldo… Per farla breve, per non annoiarvi e anche perché non è che ricordi molto, giochiamo ai fidanzatini tutta l’estate anche dopo la vacanza (vivevamo a Roma). Fino a quando, dopo una inevitabile separazione estiva, a settembre lo invito a pranzo la domenica successiva. Lui dopo averci pensato un po’, guardato il calendario sul cellulare, osservate le congiunzioni astrali, mi propone invece un pranzo dai suoi la stessa domenica.

Ebbi la malagurata idea di comunicare la notizia a mia madre, che lo disse a mia zia, che lo disse a mia cugina, che lo disse al suo fidanzato, che lo disse a sua sorella, che lo disse alla sua migliore amica, che lo disse a sua nonna, che… Insomma in breve tempo 3/4 di ogni palazzina della mia città di origine sapeva del grande e ormai inaspettato evento.

Tutti in subbuglio eccetto la sottoscritta, che quella domenica l’ultima cosa che avrebbe voluto fare era pranzare con la famiglia di Marcantonio. Fatto sta che alle 14.00 spaccate mi si vede citofonare carica di doni, un vestito messo solo 5 volte e delle scarpe nuove (ogni scusa è buona per comprarne un paio…) a casa Marcantonio. Mi risponde la vocina di un bambino al quale devo chiedere per ben 3 volte il piano causa urla e cori provenienti dalla casa. Sembrava uno stadio. E infatti…

Salgo al terzo piano e trovo tutti, maschi e femmine di ogni età e parentela possibile, schierati davanti ad un 55 pollici con piatto di pasta in mano, ad insultare un arbitro per un rigore mancato alla Roma. Marcantonio mi saluta con aria colpevole, mi dice solo di sedermi dove voglio, si era ricordato solo quella mattina che era iniziato il campionato (bugiardo!). E finisce per ignorarmi totalmente, come il resto della famiglia da curva sud, per 90 minuti più 4 di recupero.

L’unica che mi degna di attenzioni è l’arzilla nonna, avvolta in sciarpa giallo/rossa, che mi svuota le mani dai fiori e dai dolci portati per la grande occasione, e me le riempie subito di un grande piatto di pasta con pomodorini. Spettacolare nella sua semplicità.
Sia la nonna che il piatto.

Fu così che nella mia vita entrarono i pomodorini confit e ne uscì Marcantonio.

Voglio quindi riproporvi il primo piatto, rivisto e corretto, di nonna Marcantonio: paccheri rigati con pesto e pomodorini confit.

Per prima cosa preparo i pomodorini confit. Lavo bePomodorini confitne dei pomodori pachino, li taglio a metà, li dispongo su una teglia e li cospargo di timo, sale, pepe, zucchero di canna e olio (se volete anche aglio). Metto in forno caldo ventilato a 150° per circa 45 minuti.
Questo tipo di cottura dovrebbe essere più lenta e a forno più basso, ma io non ho molta pazienza, ma soprattutto ho ancora caldo… Mentre i pomodorini appassiscono in forno, metto a bollire l’acqua per i paccheri rigati. Una volta cotti al dente, li scolo e condisco con 2/3 cucchiaiate di pesto fresco, aggiungo i pachino confit e una manciata di pinoli tostati.

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17 commenti Aggiungi il tuo

  1. erodaria ha detto:

    deliziosa come sempre 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Gentilissima come sempre!🤗

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  2. Decisamente meglio i pomodorini 😀

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  3. 17lastella ha detto:

    ma quella povera nonna non l’hai portata a casa tu? 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Come potevo sradicarla dal suo ambiente naturale? W la nonnetta!

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  4. Secondo me dovevi continuare ad uscire con la nonna!

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    1. alincucina ha detto:

      😂😂 bellissima idea!!!

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      1. Le nonne son fantastiche! Meglio tenerle strette 😀

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      2. alincucina ha detto:

        Grande nonnina!😂

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  5. The Master Of Cook ha detto:

    Mi pare che tu ci abbia solo guadagnato: hai comprato un paio di scarpe nuove, hai scoperto i pomodorini e hai abbandonato un bifolco.
    Mi pare che ci sia il tanto per festeggiare! 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Verissimo! E infatti ho festeggiato con un bel piatto di paccheri! 😜

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  6. Laura ha detto:

    Bravissima, cosi’ si fa, 😀 che buono quel piatto di pasta, l’adoro, baci cara, troppo bello leggerti, ❤

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  7. Giusy ha detto:

    già i paccheri sono buonissimi di suo…conditi così sono una delizia! 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Grazie!!! Squisiti!😋

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