Piccole belve in cerca di un nido. Da mangiare… Come una ciambella di cioccolato al riso soffiato

Nido al cioccolato di riso soffiato

I più fortunati di voi ricorderanno i figli della mia amica d’infanzia Gina, incontrati in passati post: due pesti di ambedue i sessi, di età variabile tra i 6 e i 10 anni a cui mi tocca badare in casi estremi. Cioè, quando Gina ormai alla frutta, abbandonata da tutte le baby sitter titolate per questo ruolo, non sapendo che fare mi mette in gioco. Perchè quando il gioco si fa duro…

Se è vero, come scrivevo qualche settimana fa, che quando sei zitella anziana non trovi più amiche con cui uscire perché sono tutte rinchiuse in casa con marito e figli, è pur vero che queste amiche, quando decidono di avere un improvviso guizzo di vita, trovano sempre un’amica senza famiglia a cui rifilarli. I figli, sia chiaro. I mariti li possono anche abbandonare sull’autostrada, per quanto mi riguarda.

Così, in concomitanza con l’arrivo della primavera, Gina sente l’esigenza di avere le sue meritate ore d’aria, di solito dedicate a sfoltire qualche parte boscosa di sé. Dopo aver inutilmente suonato alla porta della sua glamourissima madre, che è si glam ma non certo stupida e avrà quindi finto di non esserci, mi telefona disperata. Sei, dico SEI mesi fa, era riuscita nella difficile impresa di avere un appuntamento con la sua estetista, una tanto impegnata che non risponderebbe al telefono neanche al Papa, se avesse la malaugurata idea di volerla chiamare per farsi fare un massaggio ayurvedico da lei. Se manca oggi dovrà rimettersi di nuovo in lista di attesa e, considerato lo stato avanzato del suo bulbo pilifero, nel frattempo rischierebbe di essere dichiarata area boschiva protetta.

Tale telefonata di aiuto mi giunge nel mentre sto cercando di mettere, da sola, il mio nuovo smalto color ciliegia. Operazione questa, data la mia scarsa manualità, che richiede calma e concentrazione, irrimediabilmente perse dopo questa telefonata. Ma il telefono azzurro, rosa, blu, verde che è dentro di me mi impedisce di insultare (ad alta voce) Gina, il suo irsutismo, i figli, la sera in cui in tv non c’era niente e sono stati concepiti, e le dimostro invece tutto il mio incondizionato affetto e aiuto. Le concedo quindi l’autorizzazione a rifilarmi le pesti, possibilmente già sfamate e corredate di qualche attività, così da non doverle intrattenere con giochi assurdi, che tanto non apprezzerebbero.

Gina citofona, ma pensa bene di non salire, mettendomi i due pacchi che mi sta rifilando direttamente in ascensore. I mostriciattoli arrivano con due zaini carichi di libri, quaderni e compiti da fare, praticamente l’assegno per i prossimi 10 anni di vita. Che io non credo più di avere… La belva femmina estrae dallo zainetto anche pettinini colorati, rossetti, smalti, un costume di una sorella Frozen (che non è una suora…) e una bustina di ovetti confettati al cioccolato, sostenendo che sono un pensierino per me.
Gina è furba, sa come tenermi buona.
Intanto nelle mani della belva maschio compare anche una confezione, intonsa, di riso soffiato al cioccolato, che mi porge senza proferire verbo. Per fortuna, si fa per dire, la femmina è dotata di parola, non potete immaginare quanta! Non sta mai zitta, chissà da chi ha ereditato cotanta ghiandola salivare. E tra un logorroico e delirante discorso e l’altro, mi spiega che sono per la loro merenda, basta metterli in due ciotole piene di latte. Latte? E chi ce l’ha il latte!
Mentre realizzo ciò, lei si avventa sui miei ovetti al cioccolato. I miei! Bella, non si mangia il caval donato. Cerco di spiegarle con gentilezza, mentre le strappo il dono dalle mani. Ma lei pigola che ha fame. Lo sapevo che finiva così…

Non mi resta che pensare ad un piano B. La fuga? Oppure… Vi ricordate i Ciocorì bambini? Certo che non li ricordate… Io ne andavo pazza. E allora facciamoli! Però in versione gigante e pasquale.

Così, mentre le belve vengono placate, lui con un pezzo di pane e lei con 3 ovetti (dopo estenuanti trattative: lei ne voleva 5, io ho ribattuto 2, alla fine siamo giunte ad un dignitoso compromesso. Dignitoso per lei.), io sciolgo in microonde 200gr. di cioccolato al latte con 60gr. di burro e dentro ci verso circa 140gr. di riso soffiato al cioccolato, mescolo bene il tutto. Fodero con la pellicola trasparente uno stampo da ciambella e lo riempio con il composto. Metto in frigo per almeno 1 ora (tempo massimo di resistenza dei cuccioli di squalo prima di mangiarmi). Una volta solidificato, lo capovolgo su un piatto da portata e riempio il centro con gli ovetti ricevuti in regalo (che tanto non riuscirò a mangiare…). Il nido di riso soffiato è stato un successone.

Certo se penso che il riso soffiato doveva finire nel latte… Allora Gina, la prossima volta portami le belve con una mucca al guinzaglio! O viceversa.

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11 commenti Aggiungi il tuo

  1. la bambina ha detto:

    😂😂😂
    Si vede che ami i miei bambini
    Gina

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    1. alincucina ha detto:

      Da morire!!!😜

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  2. Laura ha detto:

    Sei fantastica Ali con i bimbi, ❤ che dolce buono, ❤ baciotti, 😉

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    1. alincucina ha detto:

      Dici?? Loro non la pensano così!😂

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      1. Laura ha detto:

        😀 te lo diranno piu’ avanti, 😉

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  3. cheddonna1 ha detto:

    Idea carinissima, da copiare, ma la cosa che mi è piaciuta di più è il racconto delle due belve. Complimenti!

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    1. alincucina ha detto:

      Grazie!!! Le piccole belve mi ispirano molto!😜

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  4. girardihr ha detto:

    E poi col tempo Ali si trasferirà in una casa con le pareti di marzapane….

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    1. alincucina ha detto:

      Magari!! La mangerei tutta e poi diventerei una senza tetto…😜

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