La sindrome della Standa e il Natale che incombe. Countdown con plumcake allo yogurt e melagrana

Plumcake con yogurt

Credo che la paura dell’abbandono sia fortemente insita nell’essere umano a partire dalla nascita, chi più chi meno. Inutile dirvi che io più…

Ho preso atto di tale sindrome durante le mie scorribande infantili alla Standa, luogo ameno da me tanto amato da piccola di cui tuttora conservo vividi ricordi con cui vi ho già dilettato in precedenti post. Come già detto, praticamente io ci vivevo nella Standa ed era proprio ruzzando tra i reparti a me tanto familiari, trotterellando gioiosamente tra quello dei casalinghi, quello dei giocattoli e la ferramenta (tutt’ora i miei tre reparti preferiti), che ogni tanto mi perdevo mia madre.

Dopo i primi, spesso inutili tentativi di rintracciarla con lo sguardo, cominciavo a percorrere ansiosamente tutti i reparti rimasti, per poi rifare quelli già fatti e rifare quelli che non avevo fatto prima dei già fatti. Insomma il panico, il terrore, la paura. Ma non tanto quella di essermi persa, quanto quella di essere stata abbandonata nel reparto lingerie da una madre snaturata che magari era scappata con il cassiere e pure con la cassa.

Non pensavo assolutamente che a qualcuno potesse venire in mente di cercarmi, di chiamare polizia, carabinieri, FBI, Interpol e i Ris e che tutti insieme avrebbero rovistato dovunque, sotto ogni bambola, ogni imbuto, ogni chiave inglese, inondando di luminol interi mq. di supermercato. No, io ero stata volutamente lasciata lì e nessuno, dico nessuno, mi avrebbe mai più reclamata.

Fino a quando, ormai rassegnata – la faccia rossa, i piedi a pezzi e gli occhi quasi sull’orlo di una crisi di pianto isterico – finivo inevitabilmente per girare in trance un angolo e sbattere contro mia madre che si stava allegramente provando un caftano della collezione autunno/inverno di Marta Marzotto, griffe di punta della Standa…. Sorridendomi, come se niente fosse. Perché la verità è che lei non mi aveva abbandonata, ero io che mi ero persa, lei non mi aveva lasciata in una cesta davanti alla porta di una chiesa, ero io che c’ero finita da sola. Ma ormai era tardi, il danno era compiuto e per la mia testa, in quella manciata di secondi, ero stata inequivocabilmente abbandonata.

Ecco, io quel senso di abbandono lì non l’ho mai più perso. Purtroppo.

E così, tutte le volte che mi perdo qualcuno, ma anche qualcosa, scatta la sindrome dell’inevitabile abbandono.

E diciamo che il Natale non aiuta, anzi accentua la sindrome. E’ una festa difficile, che ti fa sentire sempre inadeguata, non capace, mai all’altezza delle sue aspettative. Tante, troppe. E quando ti illudi di essere forte, di poterla affrontare, di avere, questa volta, tutti gli strumenti per non farti “accoppare”, lei arriva implacabile, pronta a ricordarti che anni addietro tu fosti abbandonata dalla tua amata genitrice in un grande magazzino di provincia…

Ordunque? Considerato che manca praticamente un mese alla fatidica data, prima di decretare l’annuale vittoria delle feste su di me, mi preparo psicologicamente, facendo training autogeno davanti ai fornelli. Comincio con qualcosa per la colazione, un plumcake con yogurt agli agrumi e melagrane, così non ci penso… O meglio fingo, montando 2 uova con 100gr. di zucchero di canna e 1/2 cucchiaino di cannella. Una volta bello spumoso, aggiungo 125gr. di yogurt agli agrumi, 1/2 vasetto (dello yogurt) di olio di semi e un cucchiaio di miele di castagno e mescolo tutto. Poi aggiungo 130gr. di farina setacciata con 10gr. di lievito per dolci, amalgamando bene. Verso in uno stampo per plumcake (il mio è da 23cm.) e inforno a 180° per circa 45 minuti. Una volta pronto e raffreddato, l’ho ricoperto con un vasetto di yogurt bianco naturale e chicchi di melagrane.

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17 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ti mando un ❤ solitario che si é perso :3

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  2. pornoscintille ha detto:

    Chissà perché il natale scava dentro di noi dei solchi così profondi! Bellissimo post (ma tu ci vizi)

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  3. sidilbradipo1 ha detto:

    Natale, prima o poi arriva, e, prima o poi, se ne và!
    Bacio
    Sid

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    1. alincucina ha detto:

      Basta superare l’arrivo… Baci

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  4. Laura ha detto:

    Mi hai fatto troppo ridere, la ricetta mi piace molto, con lo yogurt viene molto soffice e quel rosso sopra ci sta proprio bene, fa tanto Natale, 🙂 baci cara, buona serata, ❤

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    1. alincucina ha detto:

      Sono felice di essere riuscita nell’intento di camuffare un plumcake da colazione… in uno da colazione del 25 dicembre!! Buona serata a te e grazie!

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      1. Laura ha detto:

        E si’, baci cara, ❤

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  5. Piero ha detto:

    Abbandonata in un grande magazzino! Che tenerezza…
    Però…
    Se nonostante quell’abbandono sei arrivata fino a qui, è molto probabile che riuscirai a superarne la sindrome, prima o poi.
    Tu dici “difficile”. Io dico “mai dire mai”.
    Complimenti… Sempre molto brava.
    Ciao, Piero 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Grazie per i tanti complimenti!

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      1. Piero ha detto:

        Meritati. 😉

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  6. elisabettapend ha detto:

    Oddio a me non mi ci portavano alla standa perché dicevano che era di Berlusconi e pare che a suo tempo i miei precorressero le vie del boicottaggioqualcosa insomma quando ancora si usciva di casa o meglio quando ancora si era una famiglia o meglio, prima che mi lasciassero sotto un cavolo ma no: io di questa sindrome non soffro, noooooo!!!! 😉 eli

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    1. alincucina ha detto:

      E no, sembra proprio di no… Dovremmo fare un club! Buona giornata. Ali

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  7. Nad ha detto:

    Ma come mai non esistono più’ Standa?! Era davvero un luogo magico..

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    1. alincucina ha detto:

      Quanto mi manca…

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