Alla ricerca del mio tempo, perduto tra il 4° e il 6° piano. E la mattina in cui conobbi le madeleine

Madeleines

Non è che solo Proust si mangiava le madeleine, anche io da piccola.

Per l’esattezza il mio “tempo perduto da ricercare” è quello delle elementari, quando durante i fine settimana ero solita cominciare la giornata con ben 2 colazioni. Alle quali spesso seguivano 2 merende, 2 pranzi, 2 cene.. Da qui le basi per il mio invidiabile phisique du role sferico attuale.

La mia infanzia si svolgeva, gastronomicamente parlando, tra il 6° piano dove vivevo con i miei e il 4° dove vivevano dei carissimi amici di famiglia. Ed è qui che è avvenuta la mia iniziazione alla vera cucina napoletana e alle sue calorie, che ai piani alti era un po’ latitante. E’ qui che ho visto impastare e friggere quintali di struffoli a Natale, preparare parmigiane di melanzane per interi reggimenti, infornare casatielli come se Pasqua durasse un intero anno, cucinare ma soprattutto mangiare, me compresa, i famosi spaghetti con i maruzzielli, cioè le lumache di mare (immagino sotto l’influenza di droghe pesanti che riducevano i miei freni inibitori, altrimenti non mi spiego come sia stato possibile).

Insomma è al 4° piano, intorno ai 7 anni e verso le 9.00 del mattino, che ho incontrato per la prima volte le madeleine. Che ovviamente non sono dolci napoletani, ma avendo questi amici un panificio dalla mentalità molto aperta, non mancavano prelibatezze varie ed eventuali. Quella mattina, dopo aver ingurgitato un tot di fugaci girelle annaffiate da succo alla pera (credo…), e valutato il palinsesto di anime giappo che la tv mattutina offriva, ho inforcato le scale e sceso le due rampe che mi separavano dalla mia colazione. La seconda.

Inutile dire che ero attesa… I 4 del 4° piano riuniti intorno al tavolo della cucina, pronti a versarmi la mia razione quotidiana di latte. Bevanda alla quale concedevo l’onore di essere da me sorseggiata solo ed esclusivamente a quel piano, al 6° ciò non accadeva mai. Che poi, in realtà, il latte era solo una scusa per tuffarci dentro una quantità industriale di biscotti. Ma quella mattina i miei biscotti preferiti erano affiancati da una busta di carta bianca, dalla quale proveniva un aroma incredibile. Senza aspettare che qualcuno mi offrisse il contenuto (elegante abitudine rimasta intatta negli anni…), ho arraffato la bustina e l’ho aperta! E ho visto questa specie di teneri sommergibili, morbidi e profumati, burrosi e fragranti. Perfetti nel latte perché non vi si dissolvevano dentro al solo pensiero, adattabili a qualsiasi crema o marmellata sotto cui volessi farli sparire, da sfoggiare a colazione come a merenda, ma assolutamente non disdegnabili come dopo pasto.

Le madeleine diventarono così le mie inseparabili compagne d’infanzia. Poi gli anni passano, si cresce, si prendono strade diverse e si incontrano Ciocorì&Biancorì, il Soldino e il Tegolino, i Yo Yo e l’inquietante mago della Galbusera… Ma il destino è in agguato, e anni dopo ci rimette sulla stessa strada, questa volta in una pasticceria del centro, all’ora del tè. Decido così non solo di non lasciarle più, ma addirittura di tentare una umile riproduzione. Ovviamente il risultato non è paragonabile, ma da provare. E provare e riprovare…

In una ciotola, ho sbattuto 2 uova con 40gr. di zucchero, un pizzico di sale e di cannella. Intanto ho sciolto 100gr. di burro con 60gr. di miele ai fiori d’arancio. Ho unito metà del burro/miele fuso alle uova e ho sbattuto tutto insieme e poi ho aggiunto 110gr. di farina setacciata con 1 cucchiaino pieno di lievito per dolci. Ho mescolato e infine aggiunto il resto del burro/miele. Per poter ottenere le famose gobbette, l’impasto va tenuto una notte o almeno 4 ore piene in frigo, messo poi nelle formine da madeleine e infornato a 200° per 5 minuti. Appena le vedete gonfie e un po’ dorate ai bordi (ma non troppo), spegnete e tenetele in forno per altri 2 minuti al massimo. Sfornate subito e servite.

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34 Comments Add yours

  1. pornoscintille ha detto:

    Wow, che citazioni! Che emozione, sono il primo a commentarti! 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Complimenti per il primato!!! ;-p

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  2. enrico toro ha detto:

    Praticamente questo coso è solo burro… 😦

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    1. alincucina ha detto:

      Le madeleine sono burro…Ma puoi sempre sostiruirlo con la margarina.

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  3. elisabettapend ha detto:

    mi domandavo se anche Proust avesse avuto il periodo soldino anche lui…. ma forse no eh 😉

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    1. alincucina ha detto:

      E non sa cosa si è perso! ;-))

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      1. elisabettapend ha detto:

        meglio così altrimenti ci avrebbe lasciato un altro migliaio di pagine…

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      2. alincucina ha detto:

        Tutte sul soldino!!!

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  4. The Master Of Cook ha detto:

    Non mi piacciono le madeleine, troppo burrose.
    Ma i maruzzielli, cavolo se mi piacciono!
    🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Io non li mangio da anni…

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  5. Rosalba ha detto:

    Ali, ma i quattro del quarto piano sono quelli che ricordo io? Anche se pure al quinto, se non sbaglio, si assaggiavano cose buone!
    Devo assolutamente preparare queste madaleine . Non ho le tue capacità ma la golosità proprio non mi manca, ah ah ah

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    1. alincucina ha detto:

      Tranquilla non ci vuole molta manualità solo un forno che collabori, altrimenti non le riuscivo a fare neanche io! Diciamo che in tutto il palazzo si mangiava molto bene…

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  6. elisabettapend ha detto:

    no, via, mi son letta anche dei post indietro e mi stai troppo simpatica, vedi che ho fatto bene a cercare su google come non far scoppiare un uovo nel microonde! 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      E ti sono uscita io??!! Ahahah, grande google!

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      1. elisabettapend ha detto:

        no, prima mi è uscito BLOB dal microonde. poi dopo diversi voli pindarici e perversi inseguimenti di immagini di Fornografia (ovvero quel che desidererei da 10 anni alle ore 16.03 quotidiane e mai avrò: un biscotto come diocomanda) insomma eccomi qua e benvenuta invidia per tutti i vostri maledettissimi quarti piani 😉

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      2. alincucina ha detto:

        Ahahah!!! Ma poi hai scoperto come non farlo esplodere?

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      3. elisabettapend ha detto:

        NO. in compenso ho comprato un padellino.

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  7. sempre simpatiche le tue storie, accompagnate da deliziose ricette….buonanotte e buon week end

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    1. alincucina ha detto:

      Sei sempre gentilissima! Buon week end!!

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      1. tu simpaticissima 😉

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  8. time2lifestyle ha detto:

    Cavoli, che colazioni pantagrueliche, ti avranno salvata le scale per spostarti dal sesto al quarto? Ah ah! Brillante descrizione e sfiziosa ricetta (peccato ci sia il miele..)
    Buon fine settimana
    Tiziana

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    1. alincucina ha detto:

      No, non mi hanno salvata, credimi e infatti ne pago le conseguenze… Per il miele puoi non metterlo, aumentando però il burro. Buon fine settimana anche a te!

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      1. time2lifestyle ha detto:

        Beh almeno ti sei gustata tante bontà.. Io mi sto gonfiando a mò di Madeleine senza tutto questo ben di Dio. Grazie per il consiglio.. Evvai di burro!!!

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      2. alincucina ha detto:

        Ottimo per il gonfiore!

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      3. time2lifestyle ha detto:

        Considerati assunta come dietologa personale!!

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  9. Laura ha detto:

    Sei bravissima e adoro questi dolcetti che non faccio mai perche’ altrimenti li mangio tutti, baci tesoro, buon weekend, ❤

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    1. alincucina ha detto:

      Grazie 1000!! Buon week end anche a te!

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  10. Cix79 ha detto:

    A ricordi credo di non averle mai assaggiate a differenza degli yoyo e delle girelle di cui andavo matto e che ora non riesco a mangiare 🙂 forse esteticamente mi sembravano troppo normali per essere buoni i sommergibili!
    Un bel racconto, brava come sempre 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Troppo gentile, come sempre!

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  11. Le lumache di mare sono una cosa meravigliosa! Io le ho mangiate per la prima volta con amici pugliesi, cotte in acqua bollente e qualche pomodorino e con abbonante pinzimonio di accompagnamento! Povera te, meno male che c’erano quelli del 4 piano! Non si può stare a Napoli senza mangiare troppo u.u

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    1. alincucina ha detto:

      Verissimo! Ma stai tranquilla che ho mangiato sin troppo… A presto.

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      1. Ci sta la linea di demarcazione appena arrivi al sud che bisogna ingrassare per forza D:

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