GP&me. E il bouquet di rose alla zucca in verde silicone

Tris di rose alla zuccaSperavo che piovesse, così avrei avuto una valida scusa per non alzarmi dal letto, non togliermi il pigiama, non vestirmi, non indossare la giacca (ma poi quale? Quella leggera? Quella pesante? Quella della mezza stagione che non c’è più e quindi poi avrò freddo?). Insomma non uscire di casa. Ma invece non pioveva, il sole splendeva alto nel cielo, era sabato mattina e Claudia aveva passato la notte in lacrime per colpa del suo fidanzato. Cioè ex fidanzato, poi tornato fidanzato e ora forse di nuovo ex. E per tutta la notte mi aveva mandato messaggi disperati.

Il fidanzato forse ex voleva trasferirsi a Barcellona. Lui dice per lavoro, lei dice perché ha un’altra. Il che è probabile, lui ha sempre un’altra. E’ la condizione unica perché lui possa stare con Claudia. Ma Claudia questo proprio non lo capisce, chissà perché poi, è tanto chiaro…

Mi alzo, mi tolgo il pigiama, mi vesto, indosso la giacca – quella della mezza stagione così avrò freddo – ed esco.

Trovo Claudia con gli occhi gonfi, senza la forza di parlare e con il frigo vuoto. E io ho fame, non ho fatto colazione per venire qui. E sono quasi le 12… Claudia vestiti che si va al bar sotto casa. Ovviamente non ci pensa affatto. Così dopo 40 minuti di: “Non uscirò mai più”; “Guarda come ti sei ridotta per quel cretino”; “Voglio morire sul divano”; “Ma prima mi dovrai dare del cibo”; siamo uscite.

Il bar sotto casa di Claudia non è mai stato famoso per l’ampia scelta del suo menù. Anzi… Diciamo che i pezzi forti sono: il caffè, gli ammazza caffè, la briscola e gli anziani. Praticamente era un bar sopravvissuto agli anni ’50 con tanto di tendina di plastica intrecciata per tenere fuori le mosche e sedie di plastica intrecciata per tenere seduti fuori gli avventori agé.

Una volta in questo bar intravidi un toast al prosciutto e formaggio, magari è ancora lì. Magari… Ho così fame che mangerei anche quello.

L’anziano gestore non possiede un menù, arriva con penna e blocchetto e ti fissa, in attesa che tu gli dica cosa vuoi. Senza proferire verbo. Anche Claudia fissa il gestore, ma con occhi vuoti e lucidi. Temo che gli scoppi a piangere davanti da un momento all’altro. Prendo l’iniziativa, tanto non avrà mai niente di buono. “Per lei una camomilla.” Segna e mi rifissa. “Per me… Sa, io avrei una certa fame, e vista l’ora mi piacerebbe qualcosa di salato, di particolare, ma va bene anche solo un uovo al tegamino”. Continua a fissarmi come se un alieno gli avesse rivolto la parola. “Toast prosciutto e formaggio”. Pronuncia un’affermazione, non una proposta. Annuisco rassegnata e lui viene risucchiato dall’intreccio plasticoso.

Nell’attesa cerco di far parlare Claudia, di farla sfogare, di farla ragionare. E lei si alza e se ne va. Sparendo nel portone di fianco al bar. Il portone di casa sua. Mi ritrovo sola, vorrei inseguirla, ma la fame me lo impedisce. Tanto so dove trovarla. Sul divano… Il toast non arriva, così decido di varcare la tendina scaccia mosche e mi ritrovo in un antro semibuio illuminato solo dalle luci del flipper. Il flipper…

Ad un tavolino ad angolo la sagoma di un uomo. Cerco di capire che fine abbia fatto l’amabile gestore chiamandolo ad alta voce. L’avventore solitario si gira, mi guarda e riconosco il misterioso GP della bianca festa. Stupita lo saluto. Mai avrei pensato di trovarlo in un posto del genere. Lui stupito non sembra affatto. Mi invita a sedermi e nel mentre, si alza, apre una porta e va via. Questo secondo abbandono nel giro di pochi minuti mi getta nello sconforto. Devo essere proprio una pessima compagnia… Forse è andato alla toilette, ora che ci penso devo andare anche io. Varco allora la stessa porta e mi ritrovo in un piccolo cucinino. Deve essere qui che il caro gestore tosta i prelibati toast. Ed infatti il pancarré non manca lì dentro, anzi, c’è solo quello…

Intanto vedo GP che estrae dal forno una teglia con 4 fette di zucca tagliate sottili e a mezzaluna, che ha prima lavato e privato della buccia e poi condito con sale, olio, sesamo e rosmarino. Le ha fatte cuocere per circa 15 minuti, il tempo di ammorbidirle. Poi lavora, con una deliziosa spatolina a pois (gestore decisamente fru fru…), 40gr. di caprino con un cucchiaio di parmigiano grattugiato, gomasio e un trito di 10 noci. Srotola sul tavolo un rotolo di pasta sfoglia rettangolare e ne ricava 4 strisce da 6 cm, su metà striscia adagia i pezzi di zucca e sull’altra metà stende un velo di crema al caprino. Richiude la parte con la ricotta sui pezzi di zucca e poi arrotola il tutto fino a formare delle rose. Prende uno stampo in silicone per muffin, di un brillante verde e con un pennello dello stesso colore (qui il fru fru impazzza!) lo imburra. Posiziona nello stampo le singole rose e poi inforna a 180° per 30 minuti circa.

Mi fa accomodare al tavolino del bar e fa di nuovo la sua comparsa in scena il mitico gestore, che, addirittura, apparecchia. Poi torna con un cadeaux per me, le 4 roselline di zucca. Un omaggio dalla cucina. Dice lui. E mi porge il già noto piccolo tagliere GP&me. E il mio omaggiatore? Sento il flipper suonare e lampeggiare, come se un’accanita partita fosse in corso. Mi volto, al flipper non c’è nessuno. Mentre vedo svolazzare la tendina in pvc. GP è di nuovo sparito!

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13 Comments Add yours

  1. labambina ha detto:

    Ti adoro V.

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    1. alincucina ha detto:

      labambina, sei adorabile!!!!!!

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  2. Sto ridendo, anche se la storia parte in maniera tristissima (perché ti sei dovuta alzare dal letto v.v)… Bellissimo! Pensavo che GP preparasse zucca grigliata, non delle roselline (anch’esse decisamente frufru!)

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    1. alincucina ha detto:

      Speriamo che sto’ Gp non ci riservi soprprese, sparisce sempre, cucina ed è fru fru…

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      1. Devo dire… E se fosse gay?

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      2. alincucina ha detto:

        Lo scopripremo mai? Nel caso dovremmo farcene una ragione!

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      3. Almeno prepara questi manicaretti carinissimi!

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  3. pornoscintille ha detto:

    Bellissimo 🙂 E … farcito di citazioni letterarie, poi!

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    1. alincucina ha detto:

      Mai quanto i tuoi…

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      1. pornoscintille ha detto:

        Grazie! Mi hai ricordato la grazia e l’ironia del primo Benni

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      2. alincucina ha detto:

        Addirittura! Grazie a te allora!

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  4. Avvincente racconto..che rende ancora più stuzzicante il bouquet di rose alla zucca. .😊😊😊

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