L’insospettabile ironia di un Mont Blanc scomposto

Mont blanc ricotta_yogurt

Da una breve e veloce statistica realizzata tra quelle 4 amiche ancora terra di nessuno, emerge una costante (anzi 2) tra le frasi che i maschi tendono a pronunciare, siano essi possibili spasimanti, fidanzati mancati o solo amici di sempre.

Nella top two troviamo:

  1. in una donna mi piace soprattutto il senso dell’umorismo
  2. la mia dote principale è l’ironia.

Per una manciata di voti non entra in classifica ma si aggiudica un onorevole terzo posto la mitica:

3. E’ un momento difficile, sono in crisi.

Frase che merita un post a parte se non addirittura un intero blog!

Ora, se la 1° affermazione fosse vera, molte di noi, da anni, avrebbero dovuto posizionare un elimina code vicino al campanello di casa per gestire, con discrezione e disciplina, il traffico di questi sensibili amatori dell’innata comicità femminile.

Se la 2° fosse minimamente realistica, saremmo circondate da fini umoristi in grado di sorridere ed ironizzare sulle difficoltà di trovare parcheggio alle 21 di sabato in centro, sulla tettonica a zolle, sui cicli mestruali…

Invece nessuna delle due cose può essere presa come valida, ma non perché mentano. Loro, i maschi, sono davvero convinti di essere fan agguerriti di battute dal sarcasmo fulminante, purchè rigorosamente spalmate su una quarta di reggiseno, due metri di gambe, un lato B scolpito nel granito del Monte Rushmore, tra le facce esultanti dei presidenti.

E se poi quelle da loro tanto amate battute si può, magari, evitare di pronunciarle in pubblico, è meglio. Del resto, quelli dotati di senso dell’umorismo sono loro, noi al massimo possiamo fare da assist, da spalla, da valletta che porta la battuta in una busta. Perché il nostro umorismo sarà pure apprezzabile, ma non ne è richiesta la pratica.

La brutale realtà è che nella donna, la cosa che più spaventa non è quella settimana al mese durante la quale, agli occhi maschili, ci trasformiamo in Poltergeist, non è la capacità di rendere ogni spazio della casa una scarpiera, anche il loro posto letto, non è il bisogno spasmodico di inutili tenerezze prima, durante e dopo, non è la richiesta pressante di un anello di fidanzamento e poi di un matrimonio e poi di un figlio e poi di una casa più grande e quindi di più scarpiere. E’ il senso dell’umorismo.

Perché ironia vuol dire acume, intelligenza, sensibilità agli accadimenti tutti, prontezza di spirito e anche un po’ di riflessi. Quindi, il senso dell’umorismo fa paura, mette il maschio davanti ad una realtà che non sa affrontare: questa ha fatto una battuta e faceva pure ridere e ora che faccio? Devo farne un’altra altrettanto valida e deve essere alla sua altezza. E se non ride perché io penso sia una cosa divertente e lei che sono un cretino? Quasi quasi le dico che è un periodo pesante per me e che la richiamo appena sto meglio…

Quando il maschio si imbatte nella vera ironia femminile, capisce una cosa sconvolgente: se quello è il senso dell’umorismo, io allora non lo possiedo. Anatema!

Quindi che si fa? Stiamo zitte e ridiamo a crepapelle a battute becere e senza un filo di sarcasmo?

Angelo, Lino per gli amici, avrebbe proprio voluto questo e cercò di farmelo capire nei modi più divertenti possibili. Ultimo dei quali farsi vedere in giro con Ramona, figlia poco più che adolescente della badante di suo nonno. Una gazzella dell’est che rideva, rideva, rideva qualunque cosa la bocca di Angelo, detto Lino, avesse il coraggio di buttare fuori. Tanto non capiva una parola d’italiano. E scommetto che Ramona fosse anche dotata di un’ironia dissacrante, ma con quelle gambe perché stancarsi a parlare…

Angelo però una cosa di me l’apprezzava, la mia personale rivisitazione scomposta del Mont Blanc. E quindi me lo preparo e me lo mangio pure. Alla faccia sua e di Ramona, che non avrà mai il piacere di assaggiare il mio dessert e trovarselo tutto sui fianchi. Io invece si!

Però Ramona, se ti interessasse l’articolo, ecco come lo preparo.

Per prima cosa, hai bisogno di meringhe, le puoi comprare oppure fartele da sola. In questo secondo caso, adorabile Ramona, devi accendere il forno a 80°/100° e lasciare che si scaldi. Intanto con le fruste, monta a neve 2 albumi a temperatura ambiente con un pizzico di sale e con 60gr. di zucchero a velo. Una volta montato, aggiungi con un cucchiaio altri 60gr. di zucchero a velo unendoli un pò alla volta al composto, e delicatamente dal basso verso l’alto. Riempi un sac à poche e forma delle meringhe su una placca foderata con carta forno. Metti le tue meringhe in forno caldo e lasciale asciugare per circa 2 ore. Ma controlla sempre che non si ingialliscano, altrimenti abbassa la temperatura.

Una volta pronte, prepara una crema con 200gr. di ricotta, 125gr. di yogurt bianco dolce o alla vaniglia e pezzetti di cioccolato fondente e manteca bene il tutto, fino ad ottenere un composto omogeneo. Poi prendi 4 coppette e sbriciola in ognuna 2/3 meringhe, sopra le quali verserai una generosa cucchiaiata di crema di marroni e poi di crema alla ricotta. Completa con un tocco di crema ai marroni e con una bella meringa finale.

A onor di cronaca voglio sottolineare che quel po’ di sarcasmo, ironia, umorismo o come lo si voglia chiamare che possiedo, l’ho tutto ereditato dai geni paterni. Quindi, viva quegli uomini che ci sanno far ridere con sagacia ed intelletto. Proprio come sanno fare le donne.

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10 Comments Add yours

  1. sidilbradipo1 ha detto:

    Il bradipo ha conquistato con l’ironia ili suo alberello. Perchè a Ramona non assomiglia neanche nel ridere 😛
    Ora è una lotta! A suon di battute!
    Ricetta stra-gnammete ❤
    Bacio
    Sid

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    1. alincucina ha detto:

      Sei stata fortunata, hai trovato un esemplare di alberello molto intelligente!

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  2. pornoscintille ha detto:

    Di solito non amo i post che dividono in categorie i maschi e le femmine. Di solito, ma questo è assolutamente delizioso. E, beh, carico di ironia, di quella che fa arrivare il sorriso da un orecchio all’altro 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Sono lieta che tu l’abbia apprezzato e capito. Evidentemente l’umorismo non ti manca! E non è cosa da poco…

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      1. pornoscintille ha detto:

        Uh, sapessi: ne ho un sacco. In cantina, accanto alle patate 🙂

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      2. alincucina ha detto:

        Ahahahah!!!! Un’accoppiata perfetta per la cantina…

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      3. pornoscintille ha detto:

        Patata e ironia: binomio perfetto!

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  3. Cix79 ha detto:

    Urca, sto giro ci sei andata giù pesante, hai capito alla mia bella cuoca con le ali in cucina!
    Notte 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Dici?? E pensare che mi sono anche trattenuta…:))

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      1. Cix79 ha detto:

        Meglio, così la prossima volta che “spingerai” di più sarai ancora più terrificante ed incuterai ancora più timore 🙂

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