L’indole zen della rossa Anna e l’effetto shanti delle melanzane tonde

Panino di melanzane

Ci ho pensato e ripensato, ho riflettuto, ho ponderato e tanto meditato, e questo il responso finale: Anna dai capelli rossi è in assoluto il mio cartone animato preferito. L’ho detto! Voi direte “Ecchisene!”. Vabbè, ma a me andava di dirvelo…

Per coloro a cui non sovviene cotanto capolavoro animato, Anna è l’ennesima orfana del repertorio giappoperverso dell’infanzia anni ’80. Con, appunto i capelli rossi, la nostra beniamina viene adottata per sbaglio da una coppia di anziani e zitelli, fratello e sorella, che invece volevano un maschio per del simpatico lavoro minorile. Alla fine si tengono questa bambina rachitica di 8 anni, non si sa bene il perché e neanche lo voglio sapere, e la crescono.

In sostanza la storia è tutta qui. E suppongo che da questa semplicità nasce la mia attrazione.

Si perché alla fine Anna è una che non si sbatte, non se ne va in giro per il mondo a cercare parenti ricchi da cui farsi mantenere, fidanzati imbarcati, spariti e un po’ dannati, non fa la svenevole con gli zitelli che l’hanno adottata, non è sessualmente ambigua (anche se i manga sotto sotto lo sono sempre…) per cui eternamente indecisa tra lo gonna o la divisa, insomma è una per cui non devi stare sempre lì a chiederti: “Ma mo’ a questa che succederà oggi?”.

No, Anna si fa solo un sacco di pippe mentali sul futuro, tende ad una certa depressione con del cupo vittimismo (e vorrei vedere…), riflette sempre su cosa le piace, cosa no, su come comportarsi, su cosa è giusto e cosa è sbagliato, sul dove andare e cosa fare. Ha una spiccata creatività mentale, al limite della follia, un’amica frivola e vanesia che sogna solo le nozze e che invidia un pò. Vive le sue angosce, supera qualche paura, non si piace fisicamente ma cerca di accettarsi, fa tanti sbagli, e alla fine resta lì nella casa dal tetto verde dove era destino che rimanesse. Riuscendo nell’unico intento che aveva: diventare insegnante elementare. Ma nel caso di insuccesso le sarebbe andato bene lo stesso, senza troppi drammi. Anzi si, ma poi se ne faceva una ragione. E indossando sempre, per tutta la serie o quasi, lo stesso vestito. Forse anche da questo no stress abbigliamentale, la sua rilassatezza.

Insomma Anna è una di noi (tranne per la questione del vestito…). Una che sogna, fantastica, vorrebbe, potrebbe, ambisce, si impegna pure tanto, ma alla fine si sta.

Di seguito un valido esempio della mia teoria:

Voi direte, che palle! Si, ma palle zen…

Perché poi, pure tutto questo agognare, affannarsi, arrancare e arrampicarsi ai quali siamo costretti ogni giorno per dimostrare costantemente qualcosa, bene non fa. Ci viene la colite, la gastrite, la tachicardia, gli attacchi di panico e nel mio caso l’odio per l’umanità tutta. Animali compresi.

Quindi ad un certo punto, stiamoci. Come a 7 e mezzo. Stiamoci per non sballare, che magari, per una volta, ci va bene e sballa il banco!

Così, tutti belli rilassati, ci mettiamo delle scarpe comode e andiamo al mercato, o se preferite in un supermercato con l’aria condizionata a palla. Lì compriamo 2 grandi melanzane, ma quelle tonde e violacee, 1 provola affumicata di quelle buone e 2 bei pomodori per insalata, di quelli grandi e rotondi. Andiamo a casa, togliamo le scarpe comode e mettiamo delle ciabatte ancora più comode. Ci rechiamo in cucina e prepariamo i nostri Panini di melanzane ripieni. Laviamo pomodori e melanzane, tagliamo le melanzane a fette rotonde di 1cm di spessore, le asciughiamo con della carta assorbente e le passiamo in 3/4 uova sbattute con sale e parmigiano. Le impregniamo bene dai due lati e poi le passiamo in abbondante pane grattugiato. Adagiamo ogni fetta su una placca ricoperta di carta forno e lasciamo cuocere, rigorosamente in forno, per circa 15 minuti a 180°, fino a che non si forma un’invitante crosticina.

Nel frattempo tagliamo a fette rotonde anche i pomodori e la provola. Una volta cotte e raffreddate le melanzane assembliamo il tutto, formando un panino di melanzane e condendo con un goccio di olio e un pizzico di sale. O con gomasio, come me. Guarnite con fresco e profumato basilico e infine godetevi il pasto.

Se poi siamo molto rilassati, abbiamo l’aria condizionata e il forno non ci spaventa, possiamo riempire i nostri panini di melanzane con provola e salsa di pomodoro e lasciare cuocere tutto in forno. Ottenendo mini porzioni rotonde di parmigiana di melanzane. Oppure la variante carnivora prosciutto cotto e mozzarella.

Oppure come ci pare. Perché siamo shanti e non vogliamo imposizioni di sorta!

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22 Comments Add yours

  1. Ma alla fine lei non moriva? O ricordo male? Questi panini andrebbero mangiati mentre si riguarda tutta la serie 😄

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    1. alincucina ha detto:

      Mi sembra un’ottima idea! Comunque non per rovinarti il finale… Ma, almeno nella serie giunta a noi, è con lei che diventa insegnante elementare del paesello grazie all’amico Gilbert.

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      1. Allora mi confondo con il finale di Georgie, però lì le muore il fratello 😄

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      2. alincucina ha detto:

        Si, ma si da si… Ma tanto non ti sbagli mai, il morto ci scappa sembre in queste tragedie giappo!

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      3. Soprattutto Lady Oscar ahahahahah

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      4. Però rimane il mio preferito!

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  2. sidilbradipo1 ha detto:

    Dal Romanzo di Lucy Maud Montgomery del 1908, Anna dei Tetti Verdi diventa maestra elementare per rimanere vicina a Gilbert, che non ha i soldi per andare all’università e rinuncia alla borsa di studio in favore dell’amica Anna con la quale si riappacifica ❤
    Anna decide di insegnare e rifiuta la 'nedetta borsa di studio perchè muore il "patrigno" Matthew nel giorno dell'esame finale e la "matrigna" Marilla è troppo malata per trasferirsi in città.
    L'autrice ha scritto negli anni successivi un'altra serie di romanzi con protagonista Anna (L'età meravigliosa – Il baule dei sogni – La casa dei salici al vento – La baia della felicità – La grande casa – La valle dell'arcobaleno fino a Rilla di Ingleside del 1921) durante i quali l'eroina si sposa con Gilbert, ha sei figli e vive la tremenda esperienza dello scoppio della 1° Guerra Mondiale.
    Però il bradipo non li letti, comprati sì (una serie completa a metà prezzo al Libraccio), ma letti no! 😛
    Golosissima ricettina che sarà cucinata perchè all'alberello del bradipo piacciono tantissimo le melanzane 😀
    Bacio
    Sid

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    1. alincucina ha detto:

      Vedo che sei molto sul pezzo!

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      1. sidilbradipo1 ha detto:

        Al bradipo, il libro su questo personaggio è stato imposto al liceo come lettura estiva in lingua originale! 😛
        I mostri Haniwa! Miwaaaaa lanciami i componentiiiiiiiiii…
        Bacio
        Sid

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      2. alincucina ha detto:

        Un liceo veramente come si deve!!!
        Nonostante il bradipo non sia di questo avviso…

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      3. sidilbradipo1 ha detto:

        Il bradipo è una creaturina della Stella Fleed

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      4. alincucina ha detto:

        Liceo sbagliato dunque…

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  3. sidilbradipo1 ha detto:

    … che non si arrende mai, neanche di fronte allo zen-aggio della rossa Anna in contemplazione dei castagni in fiore 😀
    Bacio
    Sid

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  4. annaecamilla ha detto:

    Ho adorato quel cartone animano, un po’ forse perché avevamo lo stesso nome e mi sentivo orgogliosa. Grazie per il ricordo e la ricetta! Buon martedì!

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    1. alincucina ha detto:

      Grazie anche a te!!

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  5. pornoscintille ha detto:

    Anna dai capelli rossi è fatto benissimo, forse perciò ti piace. Ed è tratto da una serie di bei romanzi, come argomenta il bradipo con cognizione di causa, che erano di una delle più brave emule di Dickens. Ottima anche la ricetta :*

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    1. alincucina ha detto:

      Al più presto leggerò anche i romanzi, anzi se riesco a trovarli saranno la mia lettura di fine estate! Grazie!

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      1. pornoscintille ha detto:

        Si trovano, non tutti e non facilmente, ma si trovano. Mi pare che l’editore sia Mursia. Buone letture!

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  6. alincucina ha detto:

    Li cercherò! Grazie 1000!

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  7. La Dona ha detto:

    Pensa che la sigla di Anna dai capelli rossi era uguale uguale a un pezzo dei Boney M. (River of Babylon)
    Vabbe’ c’entra poco lo so…
    Che bello bello il tuo blog. Si è a casa.

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    1. alincucina ha detto:

      Ma grazie, un bellissimo complimento! Comunque non avevo idea di questa strana somiglianza, sentirò subito il pezzo.

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