La caponata della (non) zia Bianca

Caponata napoletanaDa piccoli c’è la simpatica tendenza dei genitori a farti chiamare tutti gli amici di famiglia zii, per poi arrivare all’età della ragione e scoprire che in realtà hai la metà dei parenti che pensavi o addirittura di essere totalmente senza famiglia. Come quell’allegrotto di Dolce Remi’.

Zia Bianca faceva parte del club delle non zie, ma nonostante ciò spesso nei week end andavamo a trovarla. Lei viveva in una campagna tra le montagne, in una casa grande e un po’ senza senso. Come lei. Non si capiva mai quale fosse la porta d’entrata e quale di uscita. Non di zia Bianca, della casa…

Anzi, quali fossero. Era la casa con più vie di fuga mai viste.

La non zia Bianca era stata adottata da una gatta. Una notte, una lunare gatta, penetrando da una delle tante aperture della casa, aveva deciso di stabilirsi sulla poltrona della non zia, accanto al camino della non zia. Per sempre. Nel senso che tendeva a non spostarsi mai da quella posizione.

In teoria la gatta si chiamava Luna, ma solo in teoria. In pratica se la chiamavi, con qualsiasi appellativo, anche insultandola, non si girava. Mai. Ignorava chiunque. Per lei esisteva solo la non zia Bianca. Soprattutto nelle ore dei pasti.

Ma Luna era il motivo principale per il quale mi lasciavo portare dalla non zia senza troppe storie. Speravo sempre che un giorno l’altero animale si accorgesse di me. Una chiara parafrasi della mia vita sentimentale, con medesima conclusione. La gatta non mi ha mai minimamente degnata di uno sguardo.

Vivendo in campagna, circondata da animali, non intesi come essere umani, o almeno non solo, la non zia Bianca era la nostra fornitrice ufficiale di prodotti alimentari. Tra questi, quello che lei amava spacciare in giro, erano i biscotti di grano. Qualsiasi occasione era buona: compleanno, onomastico, influenza, battesimo, matrimonio. Lei ci regalava almeno due confezioni di biscotti di grano ad evento.

Ma come tutti gli spacciatori, oltre a diffonderli in giro per farti diventare dipendente, ne faceva anche un grande uso. E quindi nei nostri week end montani, ci toccava l’inevitabile caponata.

La caponata napoletana, non è quella siciliana fatta di verdure, quella che si prepara dalle mie parti (come in altre parti del sud), è costituita da una base di biscotto/fresella di grano duro leggermente bagnata e i seguenti ingredienti a persona: 1 pomodoro tondo per l’insalata, olive verdi, 1 acciuga salata, 1 cucchiaiata di melanzane a filetti sott’olio, un pizzico di sale e di origano e olio extra vergine di oliva per condire il tutto.

Ad accompagnare, è d’obbligo un piatto con olive verdi e lupini salati e pepati.

La caponAli, cioè la mia versione, prevede una variante di ingredienti per chi non ama le acciughe (io) ed eventualmente le melanzane.

Quindi, bagnate moderatamente un biscotto di grano duro e poi alternate pomodorini pachino, caprino, olive verdi e infine carote alla julienne. Poi condite con abbondante gomasio, origano e olio.

Ovviamente, potete mettere e togliere gli ingredienti che vi pare. La caponata è uno dei piatti più disponibili al libero arbitrio che ci sia.

 

BadgePiù caponata per tutti, più voti per me!

 

 

 

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15 commenti Aggiungi il tuo

  1. sidilbradipo1 ha detto:

    Ricetta estivissima: caldo, smog afoso, sera, spossatezza, cena = caponAli 😛
    Semplice, facile, veloce e… gnammete ❤
    Bacio
    Sid

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    1. alincucina ha detto:

      Sintesi perfetta! Come dicono da queste parti…sei la mejo!!!

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      1. sidilbradipo1 ha detto:

        Grazie! Ma la ricetta è tua 😀
        Ergo, Ali è la mejo più 😎
        Bacio
        Sid

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  2. sidilbradipo1 ha detto:

    A propostito delle non-zie… il bradipo ha scoperto che queste zielle sono tutte cugine, di tutti i gradi in giù e in su, della sterminata famiglia materna: per non sbagliare, e offenderne l’amorevole scuscettibilità, ha iniziato a chiamare cara-zia anche i pali della luce del paesello felice 😀
    Bacio
    Sid

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    1. alincucina ha detto:

      Diplomaticissimo bradipo!

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  3. chicchidimela ha detto:

    Sai che questa versione non la conoscevo affatto e mi piace moltissimo! Ottima idea ☺️

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    1. alincucina ha detto:

      E’ la versione “Vediamo cosa c’è in frigo per fare una caponata alternativa!”. 😛

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  4. Rosalba ha detto:

    Carote alla julienne e caprino? Ottima idea, Ali, non ci avrei pensato. Corro ad organizzarmi per questa sera. Con il caldo che fa, solo una caponali ci può salvare!!!!!!!

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    1. alincucina ha detto:

      Brava, mi riempi di soddisfazione!
      Non ho messo il tonno, ma ci sta sempre bene. Buona cena…

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  5. milesweetdiary ha detto:

    Una, come sempre, divertente e azzeccata variante. Io la fresella me la gustavo con montagne di squisiti pomodori sotto i quali praticamente scompariva. Il bello sono proprio le tante varianti. Grazie!

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    1. alincucina ha detto:

      Grazie a te, che apprezzi le varianti!!!

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  6. Vale ha detto:

    Ma quindi sono l’unica che a ogni trasferta (in Puglia, regione da cui viene mio padre) scopriva nuove parentele di anno in anno?
    Altro che NON zie, anche il tipo figo che ci provava con me era un mio pro-pro-pro cugino!!! Tristess…
    Cmq le “frise”, di orzo o di grano, sono un must in estate. La cosa più bella che ti può capitare dopo una lunga giornata al mare. 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Ma almeno una non zia ti sarà capitata, non possono essere tutte di diritto nell’albero genealogico! Almeno lo spero per te…

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      1. Vale ha detto:

        Sì, certo, siamo una NoN famiglia numerosa! 😀

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