Storie d’amore, di carciofi e di altri alimenti

Sformato di carciofiGli anni passano, la cervicale aumenta, i gusti cambiano. Capita così di svelare a se stessi amori che per anni sono stati sopiti o addirittura negati. Hai cercato in tutti i luoghi e in tutti i laghi una bozza di uomo ideale, e poi ti accorgi che il figlio dei vicini di casa in fondo non è poi così terribile come sembrava a 15 anni. Proprio quello che tutti i giorni, per anni, ti ha vista stendere la tua biancheria intima spaiata e i gambaletti ammazza libido.

Chiaro sintomo di esperienza accumulata, divenuta saggezza, che aiuta a vedere con occhi diversi ciò che in realtà c’è sempre stato. O forse è solo rassegnazione…

Gli stessi inaspettati amori tardivi si possono avere anche in campo culinario. All’improvviso assaggi tutto con un palato diverso.

Questa è la mia personale classifica degli amori gastronomici agée:

  • Cioccolato fondente

Scoprire all’improvviso le virtù nascoste del cioccolato fondente, da sempre considerato il fratello bello ma dannato di quello al latte.

Attratta, ma spaventata da tanta oscura materia, trovavo rifugio nella appagante certezza del più materno cioccolato al latte. Divenuta adulta ho finalmente capito quanto possa fare la differenza, nella vita di una ragazza, la conoscenza con l’alterego dark del rassicurante milk. L’incontro straordinario con un piacere che non solo sa essere fondente, ma addirittura extra…

  • Prosciutto cotto

Per anni ammaliata dal fascino, nazionale e internazionale, del prosciutto crudo che con la sua sola presenza riesce a conferire ad uno scialbo sfilatino l’aria gourmet, a discapito del prosciutto cotto considerato buono solo per lo svezzamento e per, i furono, messaggi promozionali di Mike Bongiorno.

Poi un giorno, dico no al panino gourmand – dop – doc – km0, per un semplice, umile toast e scopro la sconcertante verità: il prosciutto cotto, con la sottiletta fusa, nel toast, è la morte sua! Non c’è crudo che tenga. E non mi resta che ammettere che aveva ragione Mike con la storia di quel Gran Biscotto… Allegria!

  • Funghi

Ho imparato a considerarli non solo muffa, ma quasi cibi commestibil. Pur non avendo allergie o intolleranze, per i funghi ho sempre avuto un’atavica, inspiegabile repulsione. Una sorta di trauma culinario infantile del quale non c’è traccia negli archivi della memoria familiare. Dopo lunghi anni di esilio, ammessi solo come umide abitazioni dei Puffi, i funghi rientrano nella mia vita. Non che ora sia proprio scoppiato l’amore, ma ci stiamo lavorando…

  • Carciofi&Co.

Nel bel mezzo del cammino della mia persona verso una nuova cultura culinaria, ho un vero e proprio colpo di fulmine per ortaggi da sempre considerati di solo appannaggio degli adulti, assolutamente vietati ai palati dei minori.

Tra questi la zucca, della quale ora non posso più fare a meno in qualsiasi sua forma, gli asparagi, che nonostante gli effetti collaterali mi mancano tanto fuori stagione, ma soprattutto l’amore senza confine per i carciofi.

Amore nato in tarda età, e per questo più maturo e consapevole, che mi ha insegnato ad apprezzare il carciofo in ogni sua manifestazione. Senza tralasciare la bellezza inaspettata del fiore di carciofo, che ridà dignità ad un appellativo da sempre perfetto per definire alcuni protagonisti di certe mie passioncelle.

Tra i tanti piatti mangiati e/o realizzati con questo ingrediente ritrovato, opto per il semplice ma gustoso Sformato fior di mammole.

Pulisci i carciofi, nel mio caso 10 piccole mammole, togliendo le parti più dure e i gambi. Tagliali a metà eliminando la barbetta centrale e poi tienili un po’ in acqua con aceto o limone per lavarli bene. Mettili a bollire in acqua salata per almeno 30 minuti, quando ti sembrano belli morbidi scolali molto bene. In una ciotola, sbatti 3 uova con 40gr. di grana grattugiato, 2 cucchiai abbondanti di olio, sale e pepe. Passa ogni metà carciofo nel composto e poi disponili, con il dorso rivolto in alto, in una pirofila rotonda che sia grande abbastanza per contenerli uno vicino all’altro. Una volta riempita la tortiera, versa, se è rimasto, il composto di uova sui carciofi e poi cospargili di pane grattugiato, altra manciata di pecorino e, ovviamente, il mio immancabile sesamo. Fai cuocere nel forno a 200° per 10/15 minuti, essendo già cotti devono solo abbrustolirsi.

Quindi, contro il logorio della vita moderna…carciofo!

 

Badge                                   Chi non vota è un carciofo alla giudia!

 

 

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6 Comments Add yours

  1. ilceliacofurioso ha detto:

    Io invece li carciofi li adoro da sempre ma….non li so pulire, non li so cucinare… Ogni volta che c’ho provato e’ stata una tragedia, non so, non ci capiamo, ho rinunciato a loro da tanto tempo e ormai li mangio solo se li fa mia madre!

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    1. alincucina ha detto:

      Ti capisco perfettamente! La fortuna è che ho trovato questi piccolissimi e tenerissimi, quindi è stato tutto più facile. Altrimenti mamma forever!!!

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  2. sidilbradipo1 ha detto:

    Prelibatezza golosa… gnammete 😛
    Questa ricetta è semplice, veloce e goduriosa ❤
    Bacio
    Sid

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    1. alincucina ha detto:

      Tu si che hai buongusto!!! Grazie!

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  3. chicchidimela ha detto:

    Ho letto diverse tue ricette. Le trovo interessanti, ma ammetto che ho sorriso leggendo, le parole con le quali le accompagni. C’è una spensieratezza mescolata ai ricordi che fa bene agli occhi e al cuore. Un caro saluto.

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    1. alincucina ha detto:

      Grazie per le tue belle parole! Io cerco con le mie di mascherare la mia poca abilità in cucina, mescolando ricordi e fantasia…

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