Il Pasqualone

Torta rustica La Pasqua mi ha sempre un po’ lasciata perplessa per i suoi tempi rapidi di svolgimento. Mentre pensi che sta arrivando, è già finita.

Un po’ come quei piccoli centri di montagna, dove nel mentre che ti accoglie un Benvenuti a…, ti saluta un Arrivederci da…

Insomma, non fai in tempo a spegnere il computer dell’ufficio il venerdì santo (così denominato perché lo passi pregando il tuo santo preferito per uscire ad un’ora decente almeno quel giorno), che lo stai già riaccendendo il martedì successivo. Nella testa un blackout di poco più di 72 ore nelle quali non sai cosa è successo, ma ti ritrovi più grassa e con al collo un ciondolino di finto argento raffigurante un animale non ben identificato. Chiaro segno che la tua anziana zia anche quest’anno ti ha regalato un uovo di pessimo cioccolato.

Da che la mia, ormai labile memoria, ricordi, almeno a Pasqua la mia famiglia tascabile ha una tradizione culinaria. Per questa festività mia madre distribuisce a destra e a manca un suo cavallo di battaglia, una colomba pasquale salata di origini lucane. Le sue. Una delle sue. Non sono mai state tanto chiare le origini di mia madre, ha un’infanzia piuttosto avventurosa degna delle migliori fiction di Canale 5. Manuela Arcuri si venderebbe tutti i completini intimi dalle cui confezioni campeggia da anni, per interpretarla in 20 puntate di prima serata!

Il rustico in questione mamma lo chiama in dialetto tipico, “a colomma”, ma tutti i miei amici che da anni se lo devono sorbire a Pasqua, per motivi che si perdono nella notte dei tempi, lo chiamano Il Pasqualone.

La sua preparazione richiede una certa attenzione e tanto tempo, indi per cui per principio mi rifiuto di cimentarmici. Quindi guest star di questo post sarà proprio la mia genitrice con la sua specialità lucana. A colomma (o come dicevan tutti Pasqualone) richiede pazienza (che ho perso anni or sono) e tutti questi ingredienti:

1kg. di farina per pane

10/15 uova

300gr. di salame magro

2 caciotte di pecora

2 cucchiaini di sale

1 cucchiaio di olio extra vergine

2 bustine di lievito

Acqua

Mamma dice: mettere su una spianatoia la farina a fontana e versarvi al centro sale, olio e lievito. Impastare per 15 minuti con un po’ di acqua, quella che vi servirà per ottenere un panetto morbido. Mettere poi a riposare il panetto, ricoperto di farina, per almeno 3 ore in una terrina chiusa con la pellicola.

Io dico: intanto mi leggo Guerra e Pace…

Mamma dice: lessare le uova, tranne una per spennellarla alla fine sul rustico. Trascorse le 3 ore rimpastare il panetto e poi rimetterlo a riposare nella terrina con altra farina e sempre coperto con la pellicola per un’altra ora.

Io dico: quasi quasi mi faccio la messa in piega…

Mamma dice: passata l’ora, dividere il panetto a metà.Stendere una parte con le mani e adagiare in una pirofila. Ricoprire la pasta con le fettine di salame tagliate sottili, poi le uova sode tagliate a metà e le fette sottili di caciotta.

Stesura della pastaSalame e uovaFormaggio

Stendere anche l’altro pezzo del panetto, sempre con le mani, e ricoprire tutto, bucherellando con una forchetta.  Conservare un pò di pasta per eventuali decorazioni a tema. Poi spennellare con il rosso d’uovo e lasciare lievitare per un’altra ora.

Io urlo: un’altra ora?!?! Metto lo smalto?

Mamma (serafica) dice: trascorsa l’ora, infornare a forno già caldo a 180° per circa 20/25 minuti (dipende dal forno) e poi servire a temperatura ambiente.

Se alla fine di questo tour de force, la Pasqua non vi è sfuggita di mano e i vostri ospiti non sono già sotto l’ombrellone a sorseggiare un sex on the beach, potrete offrirgli una bella fetta di Pasqualone.

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6 Comments Add yours

  1. A parte il fatto che il dialogo tra te e tua madre è fantastico…la ricetta è praticamente identica al famoso “impiulato” calabrese che si fa proprio a Pasqua nel paese di origine dei miei genitori. Saranno anche preparazioni lunghe e laboriose, ma quando poi le mangiamo ne apprezziamo davvero il sapore e tutto ciò che ci gira intorno (ricordi, odori, tradizioni). Insomma viva le mamme che fanno ancora il Pasqualone. Sono convinta che anche io e te prima o poi ci metteremo a farlo 😉
    Un bacione e appunto, buona Pasqua 🙂

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    1. alincucina ha detto:

      Hai ragione! Comunque i sapori del sud spesso si assomigliano e sono tutti buonissimi. Anche mio padre era di origini calabresi, forse l’avrò anche mangiato. Certo ci vuole molto tempo per la preparazione, ma un giorno lo faremo! Buona Pasqua!!

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  2. Una vera delizia! Peccato Pasqua venga una sola volta l’anno!

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    1. alincucina ha detto:

      Un vero peccato…Grazie!

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  3. giovanna ha detto:

    deve essere buono se non proprio leggerissimo

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    1. alincucina ha detto:

      No leggerissimo non lo definirei… Ma è decisamente molto saporito!

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